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ALMANACCO REALE
DEL REGNO  DELLE DUE SICILIE

PER L'ANNO 1841
NAPOLI
Dalla Stamperia Reale
1841


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Pag- 387


CAPITOLO XI.

Amministrazione civile, ed altre dipendenze 

del dipartimento degli affari interni.

SEZIONE I.

Divisione del regno, e stato della sua civile amministrazione.


Il regno delle Due Sicilie è composto de' dominii di qua e di là del Faro, giusta la legge degli 8 di dicembre 1816; ed è diviso in ventidue provincie, delle quali quindici al di qua, e sette al di là del Faro, nel modo qui in seguito indicato. (Leggi degli 8 e de' 12 di dicembre 1816, e decreto degli 11 ottobre 1817.)

Provincie

di qua del Faro

Sedi

delle Intend.

Provincie

di là del Faro

Sedi

delle Intend.

Napoli.

Napoli

Palermo

Palermo

Terra di lavoro

Caserta

Messina

Messina

Principato citeriore

Salerno

Catania

Catania

Basilicata

Potenza

Girgenti

Girgenti

Principato ulteriore

Avellino

Noto

Noto

Capitanata

Foggia

Trapani

Trapani

Terra di Bari

Bari

Caltanissetta

Caltanissetta

Terra d' Otranto

Lecce



Calabria citeriore

Cosenza



2.a Calabria ulteriore

Catanzaro



1.a Calabria ulteriore

Reggio



Molise

Campobasso



Abruzzo citeriore

Chieti



1.° Abruzzo ulteriore

Aquila



2.° Abruzzo ulteriore

Teramo




Per disposizione del decreto de' 23 d'agosto 1817 la città di Noto fu elevata a capoluogo della provincia, cui dà il nome, ed a sede della Intendenza, in cambio della città di Siracusa; la quale per altra disposizione del decreto de' 5 d'ottobre 1838 rimase capoluogo di distretto e residenza di sottintendente nella detta provincia di Noto.

Tanto le provincie al di qua, quanto quelle al di là del Faro son divise in distretti; e questi son suddivisi in circondarii ed in comuni. A tal divisione corrisponde una eguale amministrazione, che si distingue in provinciale, distrettuale, e comunale, come segue.


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AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE.

In ciascuna provincia vi è un Intendente, un Consiglio d'Intendenza, ed un Consiglio provinciale.

Intendente.

L'Intendente è la prima autorità della provincia ) ed a lui ne è affidata la sicurezza eri il buon ordine.

Gli è parimente affidata la tutela de' comuni e de' pubblici stabilimenti; la reclutazione dell'esercito; e tutto ciò insomma che riguarda l'amministrazione interna.

Gl'Intendenti si occupano in oltre dell'amministrazione finanziera, invigilando sulla percezione delle rendite dello Stato, e sugli agenti della medesima.

Essi, così per gl'indicati rami di servizio, come per ogni altra incombenza che possano ricevere, debbono corrispondere co' rispettivi Ministri Segretarii di Stato.

Debbono altresì aver cura di pubblicare le leggi e i decreti reali, facilitandone ed assicurandone 1' adempimento per mezzo di analoghe inanizioni.

Nelle materie di lor competenza sono autorizzati a provvedere, giusta la legislazione ed i regolamenti in vigore, sulle domande de' comuni, de' pubblici stabilimenti o de' particolari. Ove il caso in quistione sia dubbio, o non preveduto,debbono farne rapporto al Ministro competente.

Sono pure autorizzati a disporre, per l'esercizio delle loro funzioni, della l'orza provinciale; e possono nel bisogno richiedere anche la militare.

L'Intendente ha dritto di presedere a' Consigli ed alle Commessioni stabilite nella sua provincia, qualunque sia il grado di coloro che li compongono.

Ha dall'altra banda il dovere di fare in ogni biennio la visita della provincia, a fine di conoscere e proporre al Governo i mezzi di promuoverne la prosperità.

In ciascuna Intendenza vi è un segretario generale che assiste l'Intendente, e lo rimpiazza ne' casi di assenza o impedimento. (Legga de 12 di dicembre 1816.)


Consiglio d'Intendenza.

Gl'Intendenti, i segretarii generali, ed i sottintendenti de' dominii di qua e di là del Faro conservando fra loro un egual rango, sono divisi in tre classi, giusta la indicata legge del dì primo di maggio 1816, ed il decreto de' 3 di settembre 1838.

Nelle Intendenze di prima classe il Consiglio è composto di cinque membri; di quattro in quelle di seconda; e di tre in quelle di terza.

Esso è giudice esclusivo del contenzioso amministrativo che abbraccia principalmente le controversie relative alle pubbliche strade, ponti, fiumi, lidi, ripe e canali; alla ripartizione e riscuotimento delle tasse; agli appalti per pubblici lavori e per sussistenze militari; a' beni dello Stato, della real Casa, de' comuni e de' pubblici stabilimenti, purché non si tratti di revindica o libertà d'immobili; od in generale a tutti gli oggetti di amministrazione civile. (Legge de' 31 di marzo, e decreti degli 11 di ottobre 1816, e de' 1 di maggio 1838.)


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Il Consiglio è preseduto dall'Intendente; e quando questi non v' intervenga, dal più antico consigliere in ordine di nomina.

Esso dee deliberare con tre votanti, i quali vengono nel bisogno suppliti da' consiglieri provinciali. In caso di parità prepondera il voto dell'Intendente, se vi è intervenuto. Le decisioni del Consiglio ammettono l'appello semplicemente devolutivo alla gran Corte de' conti: e le decisioni delle gran Corti de' conti possono, in seguito di ricorso delle parti, o per ragioni che sorgessero sul contesto delle decisioni stesse, essere nel real nome inviate allo esame e parere delle Consulte, giusta la legge organica della Consulta generale del regno de' 14 di giugno 1824, e del decreto de' 18 d'i ottobre dello stesso anno.

Il Consiglio ha un segretario scelto dall'Intendente ira i capi o vicecapi di ufizio della segreteria dell'Intendenza.


Consiglio provinciale.

Il Consiglio provinciale è destinato a rappresentar la provincia, ed a regolarne gl'interessi.

Quindi dà il suo voto circa i fondi necessarii per provvedere alle speso della medesima; esamina il conto morale dell'Intendente sull'impiego di tali fondi; forma il progetto dello stato discusso provinciale; invigila sulla condotta de' pubblici funzionarli, e sulla esecuzione delle opere pubbliche; dà il parerò sullo stato dell'amministrazione e della provincia, e propone i mezzi che crede atti a renderlo migliore.

Nelle provincie di 1. e 2. classe, ed in quella di Palermo questo Consiglio è composto di venti membri, e di quindici in tutte le altre Provincie. Vi è in oltre un presidente autorizzato a scegliere un segretario fra' consiglieri.

Il Consiglio si riunisce una volta l'anno dopo la chiusura de' Consigli distrettuali. La durata della sua sessione non può oltrepassare venti giorni.

I voti de' Consigli provinciali sono annualmente presentati al Re dal Ministro degli affari interni.


AMMINISTRAZIONE DISTRETTUALE.

Ciascun distretto de' dominii di qua e di là del Faro, escluso quello ov'è posta la sodo dell'Intendenza, è confidato ad un sottintendente con un Consiglio distrettuale.

Ne' dominii di qua del Faro il totale numero delle sottintendenze è di trenta.

Le sottintendenze de' dominii oltre il Faro stabilite in corrispondenza del numero di ventitré distretti col sopraccitato decreto organico degli 11 di ottobre 1817, vennero in seguito abolito col decreto degli 8 di marzo 1825, e l'amministrazione de' distretti rientrò nello generali attribuzioni degl'Intendenti di quella parte del regno. Ma poi col decreto de' 31 d'ottobre 1837 furono ripristinate nello stesso numero e nelle stesse primitive situazioni: eccetto quella di Noto trasferita in Siracusa col decreto de' 5 di ottobre 1838.


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E finalmente col decreto de' 3 di febbra)o 1838 ne fu accresciuto il numero a ventiquattro colla elevazione di Aci-reale nella provincia di Catania a capoluogo di un nuovo distretto dello stesso nome, e quindi a tede della relativa sottintendenza.


Sottintendente.

Il sottintendente è la prima autorità del distretto, e vi esercita le funzioni dell'Intendente dal quale dipende.

Dee quindi eseguire "e far eseguire le leggi, i decreti e tutti gli ordini che gli sono da lui comunicati. Dee pure presentargli col suo parere le domande e le doglianze delle Università e de' particolari, e proporgli tutto ciò che può contribuirti al benessere del distretto.

Un consigliere provinciale, o distrettuale, o d'Intendenza rimpiazza il sottintendente, qualora sia assente o impedito.


Consiglio distrettuale.

Questo Consiglio che rappresenta il distretto, è incaricato di proporne i bisogni ed i mezzi di miglioramento al Consiglio provinciale. Esso è composto di dieci consiglieri, e di un presidente, il quale sceglie fra.' medesimi il segretario.

Esso viene convocato una volta l'anno dal Re, e la sua sessione non può eccedere quindici giorni.


AMMINISTRAZIONE COMUNALE.

I comuni sono distribuiti in tre classi, giusta la loro rendita o popolazione.

Esiste in ogni comune, per regolarne la economia, un decurionato, un sindaco e due eletti. Bisogna eccettuarne le città di Napoli, Palermo, Messina e Catania, nelle quali, come appresso si vedrà, il Corpo municipale ha una particolare organizzazione.

Tutti gli anzidetti funzionarii debbono essere presi sulla lista degli eligibili: la loro nomina è riservata al Re pe' comuni di 1.° classe, e per que' di 2.° ov'è la sede di una sottintendenza o di un tribunale: per gli altri comuni sono nominati dagl'Intendenti, sempre a proposta de' decurionati.

È del pari riserbata alla M. S. la nomina de' Senati di Napoli, di Palermo, di Messina, e di Catania.

Il decurionato costituisce la rappresentanza comunale. Ne' comuni di 1.° e 2.° classe, il numero de' decurioni dee corrispondere a tre per ogni miglia)o di abitanti; senza clic possa mai essere maggiore di trenta. In tutti gli altri comuni è fissato a dieci, e può anche essere di otto.

Il decurionato è preseduto dal sindaco, ed in sua assenza da uno degli eletti. Esso si riunisce di dritto nella prima domenica di ciascun mese; ma può nel bisogno essere straordinariamente convocato.


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Il sindaco è la prima autorità del comune. Egli solo ha l'incarico di amministrarne le rendite, col consiglio bensì del decurionato e degli eletti. Quindi ne dispone da ordinatore a norma dello stato discusso, e ne rende annualmente esatto conio.

Egli è in oltre uffiziale dello stato civile; e ne' comuni ove non risiede il giudice di circondario, è pure rivestito della polizia giudiziaria.

Il primo de' due eletti è particolarmente incaricato della polizia urbana e rurale, ed entrambi assistono il sindaco, e gradatamente lo rimpiazzano in caso d'impedimento.

Le altre incumbenze e prerogative de' decurioni, sindaci ed eletti trovatisi dettagliatamente enunciate ne' cap. I, II e V del tit. III della sopraccitata legge de' 12 di dicembre 1816, estesa a' dominii oltre il Faro col decreto de' 7 di maggio 1838.


SEZIONE II.

Intendenze, Consigli delle Intendenze, e sottintendenze.


INTENDENZA DELLA PROVINCIA DI NAPOLI

e sue dipendenze.

(Nel soppresso monistero di Monteoliveto.)

Commendatore D. Antonio Sancio, Intendente. (Nel locale di Monteoliveto.)

Cav. D. Giuseppe Filangieri, segretario generale. (Strada S. Liborio n.° 30.)


Consiglio d'Intendenza.

D. Giacinto Gaudiosi. (Riviera di Chia)a n.° 103.)


D. Giambatista Morelli. (Strada Egiziaca a Pizzofalcone n.° 34)


Cav. D. Michele Ma)elli, col grado e soldo d'uffiziale

di ripartimento de' reali Ministeri di Stato.

 (Calata. Fiorentini n.° 57.)

Consiglieri

D. Giov. Cafaro. (Largo Olivetta a Montesanto n.° 19.)


Cav. D. Francesco Vaselli. (Largo S. Giovanni maggiore n.° 30.)


Decurionato di Napoli.

Il sindaco Duca di Bagnoli

D. Nazario Sanfelice, presidente. (Strada Stella n.° g.)


Decurioni.

Principe di Torchiarolo. (Strada S. Giovanni a Carbonara n.° 33.)

Principe di Sirignano. (Strada Medina n.° 47.)

Barone D. Felice Zezza. (Strada Monteoliveto n.° 5.)

Barone D. Francesco de )orio. (Strada Sapienza n.° 3.)

Cav. D. Giuseppe Pulce. (Strada Gedronia n.° 33.)

Cav. D. Culo (le Simone. (Calata S. Giacomo n.° 29.)

Cav. D. Benedetto Vulpes. (Calata S. Severo a S. Domenico maggiore n.° 5.)


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Cav. D. Niccola Passante. (Strada Arena della Sanità n. 12.)

D. Niccola del Forno. (Largo Materici n.° 39.)

D. Costantino Volpicelli. (Sotto porta Sciuscella n.° 30.)

D. Luigi Giusso. (Largo S. Giovanni maggiore n.° 30.)

D. Niccola Damora. (Strada Toledo n.° 429.)

D. Stefano Irbicella. (Salita Grottone n.° 55.)

Barone D. Domenico Vinaccia. (Dirimpetto il teatro nuovo.)

Commendatore D. Ferdinando Cito. (Salita S. Giuseppe de' nudi n.° 80.)

D. Carlantonio de Nigris. (Salita S. Teresa degli scalzi n.° 83.)

Cav. D. Vincenzo Bianco. (Largo Materdei n.° 39.)

D. Raffaele Cappelli. (Vico Castellina a Fonseca n.° 24)

D. Antonio Degni. (Strada Donnalbina n.° 56.)

D. Antonio Venuti. (Nel Monte della Misericordia.)

Cav. D. Agnello Carfora. (Strada Costantinopoli n.°...)

Duca D. Corigliano. (Largo S. Domenico maggiore n.° 12)

Comm. D. Antonio Spinelli di Scalea. (Strada Sette dolori n.° 13)

Cav. D. Michele Tenore. (Strada. S. Gregorio Armeno n....)

D. Domenico Tartaglia. (Strada Infrascata n.° 349.)

Cav. D. Luigi Malesci. (Strada Infrascata n.° 18.)

D. Agostino Vitolo. (Strada Foria n.° 141)

Marchesino D. Villarosa. (Largo Regina Coeli n,° ….)

…....................................................................................................


Corpo di città di Napoli.

Il comune di Napoli co' borghi che vi sono aggregati, è diviso in dodici sezioni o quartieri per rendersene più comoda l'amministrazione. Essa è affidata ad un Corpo di città, cui con decreto de' 7 di febbr. 1817 fu riconcesso il titolo di Senato colle antiche sue onorificenze.

Il Corpo di città è composto di un sindaco e di dodici eletti: il primo si considera come amministratore centrale; ciascuno degli altri, assistito da due aggiunti, amministra sotto la di immediata dipendenza una delle anzidette sezioni, e vi esercita le incumbenze di uffiziale dello stato civile.

Vi è in oltre un aggiunto in ogni borgo i e vi e pure presso il sindaco un cancelliere maggiore, un razionale controllo,un cassiere ed un maestro di cerimonie. _.

Il Corpo di città si riunisce d'ordinario una volta la settimana, ma nel bisogno viene straordinariamente convocato dal sindaco.

È a questo soltanto riservato di corrispondere coli Intendenza. Gli eletti corrispondono con lui; ed il più anziano fra essi mordine di nomina lo supplisce ne' casi d'impedimento. Il più anziano degli aggiunti rimpiazza l'eletto.

Appartiene al Corpo di città la polizia annonaria. Ha quindi la cura della costruzione e manutenzione delle strade interne, e la ispezione sulla vendita de' generi soggetti a' regolamenti di annona. La giurisdizione di portolania per lo innanzi di competenza del Corpo municipale è stata trasferita nel Consiglio Edilizio,


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del quale a suo luogo si parlerà. (Legge de' ta di dicembre 4816, e decreto de' 22 di marzo 1839.)

Duca di Bagnoli, sindaco.

D. Luigi Carobelli, cancelliere maggiore. (Largo Spirito santo n.° 1.)

D. Francesco Ossorio, razionale. (Vico Cesarea n.° 4.)

Cav. D. Alessandro de' Rossi, cassiere. (Strada Speranzella n.° 1.)

D. Gennaro Guarini, controlla, (Vico Ma)orana n.° 59.)

D. Vincenzio Valentini, maestro di cerimonie. (Vico Castellina a Fonseca n.° 6.)


Sezione di S. Ferdinando.

(Strada di Chia)a, scalinata del Ponte.)

Marchese D. Luigi Andreassi, Eletto. (Strada di Chia)a n.° 216.)


Aggiunti.

Cav. D. Antonio Carafa de' duchi di No)a.

(Strada Monte di Dio n.° 61)


Cav. D. Francesco Folgori de' marchesi di Ducenta

 (Strada S. Lucia n.°...)


D. Pasquale Guglielmi, cancelliere. (Salita Pontecorvo n. )4)


Sezione di Chia)a.

(Strada Bisignano n.°..)

Cav. D. Luigi Serra de' duchi di Cassano, Eletto. (Strada Monte

ili Dio n.° 14.)

D. Roberto Bianchini. (Vico Campane n.° 32.)


Aggiunti.

….........................................................................................


D. Giuseppe Guarini per Posillipo. (Posillipo.)


D. Luigi Masullo per Fuorigrotta. (Fuorigrotta.)


D. Felice Lapulleria, cancelliere. (Strada Toledo n. 49-)


Sezione di S. Giuseppe.

(Nel soppresso monastero di Monteoliveto.)

Cav. D. Luigi de' marchesi Cito, Eletto. (Strada Studii n.°80.)

Cav. D. Francesco Caravita de' principi di Sirignano.

(Strada Fontana Medina n.° 47.)


Cav. D. Carlo Sozii Carafa.

(Strada Egiziaca a Pizzofalcone n.° 60.)

Aggiunti.

D. Giuseppe Celcntano, cancelliere. (Vico S. Andrea degli scopali n.° 15.)


Sezione di Montecalvario.

(Nel soppresso monastero di Montoliveto.)

D. Francesco Cappella, Eletto. (Strada Luperano n.° 1.)

Marchese D. Felice Tommasi. (Largo Spinto santo.) .


Aggiunti

Cav. D. Pietro Laviani de' duchi di Satriano. (Strada Monte di Dio n.° 49)


D. Raffaele Carobelli, cancelliere. (Strada Canne a S. Efrem nuovo n.° 34)


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Sezione dell'avvocata.

(Strada Covone n.° 11)

Barone D. Niccola Carbonelli, Eletto. (Strada S. Polito n.° 40.)

D. Cesare Colletta. (Strada S.* M.' all'a)uto n.° 1)


Aggiunti.

Principe di Presicce. (Strada Lattila n.°...)


D. Carlo Colombo, pel Vomero ed Antignano.

 (Largo delle Pigne n.° 152)


D. Francesco Holtedo, cancelliere. (Largo Spirito santo n.° 1)


Sezione della Stella.

(Strada Vergini n.°... )

D. Valerio Giannelli, Eletto. (Vico Carogiojello n.° 16.)

D. Luigi de Conciliis. (Largo S. Gennaro de'  Cavalcanti n.° 6.)

Aggiunti.

Cav. D. Marcello Firrao de'  principi di Luzzi. (Strada di Chiaja n.°...)


D. Ferdinando Riccardi, cancelliere. (Largo delle Pigne n.° 131.)


Sezione di S. Carlo all'arena.

(Vico Saponari n.° 55. )

D. Francesco Nicolini, Eletto. (Strada Infrascata n.° 4)

Cav. D. Giuseppe Coiro de'  marchesi di Matonti. (Salita Stella n.°...)

Aggiunti.

D. Andrea Paolotti, per Aliano e Marianella. (Strada Carrozzieri n.° 34-)


D. Vincenzio Cobror, cancelliere. (Strada Vergini n.° 71)


Sezione della vicaria.

(Dirimpetto alla Pace.)

D. Gennaro Mancini, Eletto. (Strada arcivescovado n.° 37)

Cav. D. Francesco Pignatelli de'  marchesi di Casalnuovo.


Aggiunti,

 (Strada Cisterna dell'olio n.° ...)


…....................................................................................


D. Salvatore Grassi, cancelliere. (Strada S, Biagio de' librai n.° 39)


Sezione di S. Lorenzo.

( Vico Bisi n.° 34.)

Duca di Riardo D. Michele Cafaro, Eletto. ( Strada Sette dolori n.° 13.)


Aggiunti.

D. Gennaro de' baroni Petti. ( Strada S. Mattia n.° 42)


…..............................................................................          


D. Gaetano Coppola, cancelliere. (Salita Pontecorvo n.° 54)


395


Sezione del Mercato.

(Vico Sospiri Bili n.°.... )

D. Raffaele Guerra, Eletto. (Strada Ventaglieri n.° 71 )

Cav. D. Giuseppe Dentice di Arcadia. (Calata S. Severo n.°)

Aggiunti.

D. Rosario Passante, per lo stabilimento dell'Annunziata.

(Arena della Sanità n.° 12.)


D. Domenico Florio, cancelliere. (Vico Gerolomini n.° 15.)


Sezione del Pendino.

(Largo Molinello al Pendino n.°...)

Duca Tomacelli, Eletto. (Strada Pignasecca n.°...)

D. Gaetano Navarro. (Strada Sannicandro n.° 16)

Aggiunti.

….................................................................................................


D. Niccola Pennasilico, cancelliere. (Strada Concordia n.° 12.)


Sezione di Porto.

(Rua Catalana n.° )

Cav. D. Francesco Coppola de'  duchi di Canzano, Eletto. (Strada  di Chiaja n.° 116.)

D. Luigi Barone. (Vico Avvocata n.° 35.)


Aggiunti.

Cav. D. Francesco Filangieri de'  principi di Arianiello.

(Strada S. Liborio n.° 30)


D. Stefano Pirelli, cancelliere. (Salita Tarsia n.° 95.)


Sovrintendenze.

Cav. D. Ferdinando del Vecchio, sottintendente del distretto di Casoria.

Principe di Conca, sottintendente del distretto di Castellamare.

Conte Caracciolo di eclissano, sottintendente del distretto di Pozzuoli.





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