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C’è da mangiarsi le mani!

Bruno Pappalardo

(se vuoi, puoi scaricare l'articolo in formato ODT o PDF)

9 gennaio 2012

Non se ne può più!

E’ ormai universalmente risaputo che la crescita del Sud rallenta e la disoccupazione dilaga e no da oggi.

La notizia, però, passa e ripassa tutti i santi giorni. Beh,… una notizia non si nasconde ma quella di 1 su 3 disoccupati giovani è vecchia. Giunse all’inizio dell’anno scorso. Intanto la si ripete continuativamente! Perché??

Invero non mi dispiacerebbe se non fosse accompagnata dalla solita manfrina: IL SUD, NONOSTANTE I SOLDI CHE RICEVE E PER QUEL CHE RIPAGA ALLO STATO, NON CRESCE,… È UNA ZAVORRA INSOSTENIBILE I ALLA BARCA DEL NORD! (dovrebbero sapere che le zavorre servono per determinare l’equilibrio al natante)

Eppure economisti di fama,  molti per nulla meridionalisti ma solo onesti, e la stessa Banka Italia vanno sostenendo da alcuni anni che la storia non è affatto come si vuole strumentalmente e mediaticamente sostenere. Nella sostanza la situazione è abbastanza livellata.

Il Sud, proporzionalmente alle proprie risorse produttive e soprattutto per il patrimonio umano è, stupefacente,… da non crederci,  (dati prima semestre 2011 e in taluni periodi dell’anno) nel pieno della crisi,  è un piccolissimo passo avanti al Nord ma anche rispetto a taluni paesi europei.

Insomma “…eppur si muove” Miracolo galeiliano?

Ma quale miracolo. E’ da tempo così!

Eppure, la storia si ripete puntuale;

Ieri sera (03.01.2012) assistevo alla trasmissione (le prime sei reti le ho crittate da me)  serale della Lilli Gruber, “otto e mezza” sulla La7. Ospite il bravo ma bizzarro Beppe Severgnini del Corriere della Sera e l'europarlamentare della Lega Matteo Salvini; Riecco, la solita filastrocca, la medesima lagna. (…poi si parla dei meridionali piagnucolosi)

Ancora una volta  l’ennesima e smisurata menzogna che diventa mediatico inganno, ossia che il Nord paga maggiori detrazioni fiscali allo Stato sebbene al Sud cadano dal cielo, come esegesi biblica della manna ebraica della Torah.  Nessuno in studio, dunque, strumentalmente, dalla conduttrice al politico ma soprattutto dal giornalista alcun cenno di verità, anzi, anche una spontanea compiacenza con il Salvini.

Quante e con chi lavorano le imprese – i valori indicati sono studi completi e non campioni


Quante e con chi lavorano le imprese – i valori indicati sono studi completi e non campioni
Nord Ovest Nord Est Mezzogiorno
1. Pubblica amministrazione 101 117 141
2. Monocommittente 105 67 81
3. Altre imprese di produzione 151 120 115
4. Altre imprese commerciali 136 141 74
5. Privati 121 153 131
TOTALE 1.212 542

Vale a dire che il Nord presenta un potenziale sull’impianto produttivo e, dunque, reddituale, un rapporto 1: 2.60, ossia circa due volte e mezza maggiore del SUD.

Ora per quale strano balzano arzigogolo della logica matematica, questo SUD dovrebbe pagare di più??

E’ semplice, è banale, è demagogico e populista attaccare il Sud per i soldi che riceve: Non vorrebbero, questi signori,   proprio che i soldi andassero ad una propria colonia..

I finanziamenti si dividono in due tronconi: Conto Capitale e Spesa corrente. La prima viene erogata agli EE.LL per le infrastrutture, spese servizi, attrezzature sanitarie, et cetera ma soprattutto per incentivi alle imprese cofinanziate e altre risorse del territorio. La seconda, invece, la valanga dei soldi (così come li chiama Gianfranco Viesti in Mezzogiorno a tradimento, 2009) contanti, per pensionati, dipendenti e P.I. delle amministrazioni, assistenza famiglie, disoccupati et cetera che non passano per gli EE.LL.

Per il primo, diciamo, capitolo di bilancio, che se ricevo 1 euro  devo sottrarre da questo l’importo relativo agli incentivi. Nessuno dice che al Nord questo corrisponde al 73% e al Sud al 16%, dunque non resta nulla o miserie per le risorse da stimolare per la crescita. Come mai potremmo sollevarci?

Ricordiamo pure che questi insostanziali finanziamenti, spessissimo vanno a imprese del Nord o, se locali, camuffati da “soci occulti” provenienti dalle stesse aree. Cosicché sola una piccole porzioni restano “territorizzate”

Senza citare articoli della Costituzione che obbliga il sistema  tributario “progressivo”, ossia che chi guadagna di più, maggiori e proporzionalmente sono gli oneri da pagare allo Stato che ridistribuisce gli introiti. Ebbene, tutto questo non avviene perché ciò che resta nelle casse del Sud e significativamente inferiore rispetto a quanto debba versare nelle casse dello Stata, dunque, sempre in debito.

Si dica infine anche che dagli anni ’80, i finanziamenti per le risorse  al Sud non prevenivano dal Nord ma dal deficit pubblico.

Tutto ciò andrebbe ulteriormente accompagnate da schede, tabelle-dati, grafici  ma per me e adesso sarebbe impossibile.

E’, allora, che siano tutti i meridionali a formarsi sui dati e che continuativamente inviassero i suddetti alle trasmissioni, testate giornalistiche, alle reti televisive locali, a giornali di periferia e, semmai liberi da editori. TUTTO A COSTO ZERO. Credo sia un buon punto per partire per il nuovo anno. Forza ragazzi, …forza SUD.


Da Bruno Pappalardo, SUDVOX – Partito del Sud



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