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http://nazionedelleduesicilie.blogspot.com/

LE MATRICI DELLA CRISI IDENTITARIA - 1

Nello Esposito

venerdì 18 giugno 2010

Stamattina, diversamente da tutte le altre mattine, ero ben sveglio e, camminando per andare al lavoro nella calma delle 5.30 del mattino, ho avuto modo di osservare la mia città, in provincia di Napoli: ogni buon tifoso aveva ben esposto sul suo terrazzo, balcone o finestra, la bandiera tricolore dell’Italia.

Semplici tifosi o, come diceva Cannavaro, patrioti uniti per orgoglio di essere italiani?

Niente di questo, sono semplicemente ignoranti che sentono il bisogno di sfogare le loro passioni verso una pezza tricolore, e nel mio caso, napoletani.

Perché equiparare i napoletani ad ignoranti?

Qualche politico asserisce che lo scarso senso di patria deriva dallo storico malgoverno dei territori, storico come quello del periodo francese o borbonico, ma la cosa non è così generica.

La popolazione napoletana, quella che rinnegò persino San Gennaro in favore di Sant’Antonio da Padova, non ha mai avuto una identità, ed è il malgoverno ben contribuisce a questa disunità.

Fortunatamente non si può generalizzare sul sentimento di disagio identitario del popolo napoletano, né ora né in passato, ma sicuramente attribuire un atteggiamento apatico alla maggioranza del popolo.

Ma da dove deriva questo disagio?

I POLITICI.

Forse dai politici nostrani, che da buoni parassiti pagati da un governo tosco-padano si definiscono PER CONVENZIONE patrioti ed italiani ed infondono, per buona pace dei favoritismi politici, tale atteggiamento (che loro chiamano sentimento) anche al popolo VOTANTE. Ma i politici sono per legge eletti a rappresentare il popolo, quindi riflettono il pensiero di questo?

Così oggi su repubblica, si legge l’intervista ad un politico PIEMONTESE (di famiglia SICILIANA) di vecchia generazione politica, Giuliano AMATO.

Il giornale “la repubblica” si meriterebbe il premio Pulitzer, per aver chiesto ad un politico se esiste il senso di patria.

In primo luogo perché proprio i politici di vecchia generazione hanno da poco festeggiato i 64 anni di perdita di contatto con il popolo, quindi i loro discorsi e le loro indagini, sono basati su teoremi da salotto; poi avete mai chiesto all’acquafrescaio com’è l’acqua? E’ fresca!!!

Nei prossimi post parlerò delle concause matrici del disagio identitario, come la camorra, il lavoro, disagi che impediscono al popolo napolitano di pensare con la propria mente, prendendo, per comodità, i pensieri patriottici dagli standard costituzional-propagandistici (ecco il motivo per cui Bossi vuole candidare un sindaco leghista a Napoli)



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